E' ORA DI DIRE LA VERITA'

Torno dopo quasi due mesi di silenzio da questo blog. Mi sono sempre tenuto in contatto con voi tramite i social che, a differenza dei tempi "normali", in questo periodo hanno avuto una funzione non solo utile ma anche "costruttiva".
Sono stati e sono ancora giorni di dolore, paura, preoccupazione e totale disorientamento. La mia priorità è stata ed è cercare di proteggere mia madre di 94 anni dal possibile contagio. Per 34 giorni sono sempre entrato solo io in casa sua, d'accordo con la badante che voleva non esporsi anche lei,a mattino-pranzo e cena. La cosa non mi è pesata moralmente o fisicamente,ma a livello emotivo, sia perché mi dispiace vedere mia mamma che ha difficoltà a non essere più autonoma nel compiere  alcune operazioni quotidiane (ma non possiamo certo lamentarci in proporzione all'età)sia perché non le competenze necessarie per assistere bene persone con queste difficoltà e soprattutto la lucidità nel praticarle, in quanto il soggetto è mia mamma e si ha sempre paura di sbagliare o far male qualcosa.
Ho praticato e pratico la didattica a distanza con le mie classi e in modo piuttosto funzionale, grazie all'abilità  digitale e alla disponibilità di alcuni miei colleghi della scuola Perotti in cui insegno. Garantisco che è molto più impegnativo sia come modalità che come impiego di tempo rispetto alle lezioni "in classe" normali.Ma almeno si conserva il rapporto didattico, educativo e umano con gli alunni. Tenete presente che ho circa 220 alunni distribuiti in 9 classi, ma il rapporto umano resta basilare per svolgere qualsiasi tipo di attività scolastica e quindi ascolto e seguo tutti con il massimo impegno e dedizione e mi sembra più che dovuto, visto che è un mio lavoro e ho la fortuna di essere comunque pagato anche in questo periodo drammatico.
Sarà per questo e chissà cos'altro, che di stare a suonare e cantare proprio non ci penso. Ammiro e un po' invidio i "colleghi" che vedo continuamente in video con chitarra o tastiera a cantare e suonare. Probabilmente, per un musicista, è quello il modo migliore e corretto di reagire a una strage umana causata dalla pandemia, ma sinceramente, davanti a camion militari pieni di bare, davanti a pianti disperati di malati, parenti, medici, infermieri visti ovunque e con un continuo risuonare di sirene provenienti da sottocasa, da notizie di amici contagiati o malati, l'energia per produrre musica, cantata o suonata, proprio non la trovo. Di sicuro è un limite e mi sono rivelato debole. Ho fatto qualche diretta in cui ho conversato con amiche e amici e il nostro pubblico, raggiungendo anche 3000 visualizzazioni alla volta, ma un conto è incontrare le persone e parlare, un conto esibirsi.
Mi impressiona vedere le bandiere esposte dai balconi, ma non mi sento di condannare chi le ha esposte, perché sarà stata una forma di "reazione", comunque utile  a chi lo ha fatto,per sopportare tutto ciò che sta accadendo e ribadisco che per questa finalità "vale tutto". Anche chi cantava dal balcone. Su questa pratica ho notato qualche cedimento dopo i primi giorni però... forse è diventato oggettivo che a fronte di migliaia di bare, cantare dal balcone diventa proprio difficile...
Ho visto appuntamenti "quotidiani" di "artisti", "opinionisti", "personaggi" da social, rispettati pedestremente e sempre con non più di 20 visualizzazioni o poco più, a dimostrazione che certe azioni vengono svolte esclusivamente per sé e per difendere il proprio stato d'animo che non per relazionarsi con gli altri.
Siamo arrivati a circa due mesi dall'arrivo del virus e, almeno apparentemente, non ci siamo ancora ammalati. La cosa fondamentale è che si vada avanti così. In mezzo a terrore, dubbi e sofferenze quotidiane. Il resto si risolverà. Il lockdown è stato sacrosanto e utilissimo in quasi tutta Italia, tranne che a Torino e, ovviamente, non conosco la ragione,ma qui i contagi aumentano veloci e minacciosi e non sappiamo più dove andarci a nascondere per non farci colpire ...
Manca una decina di giorni all'apertura di qualcosa e alla diminuzione delle restrizioni. Non so se giusto "aprire" proprio adesso, ma non ho davvero la competenza necessaria per esprimere un parere sensato. A fronte del tracollo dei contagi nella mostra provincia, direi che tanto vale aprire tutto. Ma magari sarebbe stato e sarà ancora peggio:chi lo sa ? non io.
Un breve pensiero al ripugnante "calcio moderno" che vorrebbe concludere campionati e coppe a porte chiuse per non tradire l'erogazione dei diritti TV e assegnato ridicoli titoli e garantendo "tamponi" trisettimanali ad atleti ridotti a pessimi attori. Come si fa a pensare a giocare le partite nel contesto in cui stiamo vivendo ?
Esiste il tracollo economico causato dal blocco della attività lavorative e commerciali e non si può certo far finta di niente. Certo, rimango perplesso quando leggo proclami con lamentale di "colleghi musicisti" che protestano contro l'interruzione di spettacoli e concerti. Ma cosa vorreste fare ? suonare in pubblico e col pubblico ? per radunare un po' di persone che possano rischiare seriamente di contagiarsi e possano a loro volta contagiarsi e ammalarsi e magari contagiare altre persone in famiglia e fuori ? Boh. Non siamo medici o operatori sanitari. Non siamo lavoratori della distribuzione di alimentari o medicinali o materiali di prima necessità e neanche autotrasportatori che devono poterli consegnare, non operiamo nel settore dell'energia elettrica, acqua potabile, o assistenze pubbliche di vario tipo. Non siamo giornalisti, non siamo postini o impiegati di poste o banca, non guidiamo tram,bus o metropolitana, non dobbiamo pulire strade, uffici o mezzi pubblici. Sono sicuro che coloro che svolgono le suddette attività, farebbero volentieri a meno di lavorare in questo periodo e invece sono obbligati a farlo, dandoci modo di poter vivere serviti regolarmente da ciò che il "progresso" ci ha portato negli anni. Ma pensate agli operai che sono obbligati a lavorare in aziende e fabbriche dove solo ora si iniziano a rispettare le norme di minima sicurezza anti contagio, loro sì che devono protestare !!
Invece ci sono musicisti e,soprattutto, promoter che sbraitano. Magari proprio quei promoter  che  dicevano ai musicisti che per suonare dovevano pagare e magari vendevano i loro intrugli alcolici composti da liquori dozzinali venduti dieci volte più cari.
Certo, sarebbe giusto che lo Stato istituisse un fondo, una forma di cassa integrazione anche per i musicisti "certificati" che non possono suonare e quindi mantenersi in questo periodo di blocco, così come per club locali "certificati" che hanno lo stesso problema. Questo mi sembrerebbe un discorso sensato e legittimo. Ma lamentarsi perché non si possono fare spettacoli in questo periodo è vergognoso. La salute non ha prezzo. Lasciate che si lamentino artisti abominevoli come gli Exploited che cantavano "fuck the Mods", la storia, col tempo, spiega sempre i motivi per cui certe persone sono meglio di altre.
Ma una piccola luce inizia a intravedersi. Se si po' circolare dal 4 maggio e la salute continuerà ad assisterci..chissà che sabato 9 maggio finalmente ci si possa vedere in piazza Statuto con gli altri Mods ? ovviamente a distanza di sicurezza e con mascherine d'obbligo, ma comunque vedersi.
Chissà..
RABBIA E STILE
oSKAr

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